Codice deontologico
Art. 5 - Doveri di lealtà, correttezza ed indipendenza
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L’associato deve svolgere la propria attività professionale con fedeltà, lealtà, correttezza e sollecitudine, mantenendo la propria indipendenza ed imparzialità nell’esercizio dell’attività professionale e nella ricerca scientifica, senza tener conto di interessi riguardanti la propria sfera personale.

L’associato è tenuto ad informare chiaramente il proprio assistito all’atto dell’incarico delle caratteristiche e dell’importanza della prestazione richiesta, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione possibili. L’associato è tenuto, altresì, ad informare il proprio assistito sullo svolgimento del mandato affidatogli, quando lo ritiene opportuno, sempre con solerzia e ogni qualvolta l’assistito ne faccia richiesta.

Se richiesto, è obbligo dell’associato informare la parte assistita sulle previsioni di massima inerenti alla durata e ai costi presumibili della prestazione richiesta. In caso di pluralità di scelte assumibili nell’esercizio dell’attività, dovranno essere adottate le scelte che tengano conto del miglior beneficio per l’assistito, quanto al risultato e ai tempi di esecuzione dell’attività.

L’associato non dovrà in alcun modo prevaricare, né con la suggestione, né con l’imposizione, la volontà della parte assistita.

Dopo aver informato il proprio assistito, l’associato, in presenza di soluzioni tra loro alternative, o anche nel rendere un parere o un semplice consiglio, dovrà uniformare il proprio operato coerentemente con i principi etici ispiratori di I.N.E.E.D..

In ogni caso, l’associato si impegna a conservare il segreto sull’attività prestata e a mantenere la riservatezza sulle questioni trattate.

L’associato si impegna a non assumere incarichi professionali senza idonea competenza a svolgere gli incarichi proposti, a meno che non collabori con altro associato che abbia tale competenza.

L’associato, che non sia obbligato per vincoli di legge ad accettare l’incarico e ad assistere il cliente, dovrà porsi il problema dell’accettabilità morale dell’incarico e dovrà valutare il contesto nel quale la prestazione viene richiesta ed evitare che la propria attività venga strumentalizzata per fini non corretti o contro etica.